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Perché il mondo della finanza è una grandissima fregatura ? (J. Kay)

18 maggio 2017

Autore : John KAY
Titolo : Other People’s Money: The Real Business of Finance
Recensioni : Commenti su Amazon
Pagine : 336

Introduzione

Caro lettore, come ben sai dipendiamo tutti dal mondo della finanza e le ragioni sono diverse.
Grazie a questo settore riusciamo a investire i nostri soldi; a gestire i pagamenti; a finanziare le pensioni e, perché no, le imprese del futuro.

Tuttavia questi ruoli – benché cruciali – riguardano solo una piccolissima parte dell’ attività connessa al mondo della finanza.
Alcune domande sorgono allora spontanee : A cosa dobbiamo l’esistenza di questo settore? Qual’è il suo fine ultimo? E a cosa deve la sua alta redditività?

John Kay è un economista rinomato con un’esperienza solida nel mondo della finanza. In questo libro l’autore sostiene che i redditi percepiti da questo settore sono in parte illusori e in parte il risultato di ricchezze prodotte altrove grazie “ai soldi degli altri”.
Secondo Kay il mondo della finanza ha acquisito – col tempo – troppa importanza (e potere) allontanandosi dal suo ruolo primordiale che dovrebbe essere il “sostegno all’economia e alla vita del cittadino” , diventando economicamente auto-sufficiente e auto-gestendosi, in parte grazie a norme emanate dal settore finanziario stesso.

Il mondo esterno, adottando incosciamente tali norme, ha permesso di salvare queste istituzioni da cospicui fallimenti, quest’ultimi dovuti ( ben inteso ) ad eccessi di cupidità e soprattutto a gestioni patrimoniali imbarazzanti.
Certo, oggi il mondo non può fare a meno della finanza! Ma quest’ultima è andata ben oltre la missione che gli è stata affidata da principio. Il MPS ne è solo la punta dell’iceberg.

Questo libro vi permetterà di comprendere come il settore finanziario mondiale nuoce gravemente all’economia reale. Come le disfunzioni sistemiche (e la passività delle istituzioni che dovrebbero controllare ma non lo fanno) stanno annientando le operazioni finanziarie e la macchina legislativa, e di fatto il sistema politico internazionale.
Per concludere l’autore introduce le azioni da intraprendere per guarire questo sistema malato.

Le 10 idee chiave che ho ritenuto da questo libro sono :

1/ Benché il settore finanziario sia essenziale alla gestione dell’economia moderna, quest’ultimo è diventato incotrollabile, politicamente potente, immensamente fragile.

2/ Il ruolo del mondo della finanza dovrebbe essere limitato ai : servizi di pagamenti, alla gestione dei crediti e dei debiti, al finanziamento delle famiglie e alla gestione dei rischi.

3/ I bailout (salvataggi) incitano il sistema bancario a prendere rischi in maniera aggressiva e non ponderata.

4/ I supervisori e i regolatori bancari hanno acquisito a lungo andare un’attitudine propria ai banchieri. Ne deriva che questi ultimi non riescano più a riconoscere il sorgere di problemi.

5/ La maggior parte dei dirigenti occidentali di tali istituzioni finanziarie non sono mai stati citati in giudizio dopo la crisi finanziaria del 2008.

6/ I supervisori e i regolatori americani incoraggiano il trading di Prodotti Derivati credendo – a torto – di trarre beneficio da un mercato che specula sui propri rischi.

7/ L’anziana e prudente cultura bancaria (del politically correct) si è traformata in uno scambio informale di trading informatico fine a se stesso.

8/ La quasi totalità delle attività di trading non ha alcun legame con l’economia reale.

9/ Le transazioni interconnesse hanno dato origine a un sistema complesso e ha portato instabilità economica.

10/ Il sistema finanziario ha bisogno di riforme profonde affinché contribuiscano alla crescita dell’economia reale.